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I was about to write: Marta Raviglia can sing everything. And while this is true it is not sufficient. Since Marta Raviglia is not only able to sing everything, but she wants to sing everything.  The project she pursued – which is not so much the result of a planned eclecticism, but more the vertiginous extension of desire  –  has been expanding over the past few years leading her to increase her  repertoire, to bypass the boundaries of the genres with amused irreverence, to approach different ages and styles with elegant self-assurance. Marta, gifted with an excellent voice, flexible and full, has shaken off the suffocating bonds of a standard musical education, both academic and jazz music, has made faces to concert etiquette, and has been able to do that thanks to her studies pursued with such passionate rigour. You can break into pieces only after refining the art of construction. She has practised the most daring and voracious improvisation and played with silence and the anticipation of sound. She can shout, sigh, laugh, gasp – and she can make an element of perfect music with each line. She can be moved and become childlike again – and she can enrage herself with a previously unheard harshness. She wants to sing everything, and she is succeeding, remaining indifferent to obligations, conveniences and  conventions. Pandora has just opened her box and is not going to close it, get ready.

Claudio Morandini, writer

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Singer, composer, performer. Her research moves between jazz and contemporary music, songwriting and daring improvisation. She has sung as a soloist with Orchestra Jazz della Sardegna, Bulgaria State Radio Big Band, Coro del Friuli Venezia Giulia, Corale Polifonica Santa Cecilia (Sassari – Italy), Orchestra del Conservatorio «Bruno Maderna» (Cesena – Italy), Orchestra del Conservatorio di Musica «Francesco Morlacchi» di Perugia, percussion ensemble Odwalla, Franco Ferguson collective, Tower Jazz Composers Orchestra and with, among others, David Linx, Hamid Drake, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Roberto e Eduardo Taufic, Tino Tracanna, Ettore Fioravanti, Angelo ‘Lillo’ Quaratino, Giovanni Maier, Giorgio Pacorig, Piero Bittolo Bon, Alfonso Santimone, Francesco Cusa, Vincenzo Vasi, Mauro Campobasso, Mauro Manzoni, Cristina Biagini, Maurizio Brunod, Pierluigi Balducci. She has worked with conductors such as John Tchicai, Bruno Tommaso, Paolo Silvestri, Giovanni Agostino Frassetto, Paolo Paroni, Eugenio Colombo, Gabriele Verdinelli, Pino Iodice, Mario Raja. Her long-time musical parterships include ‘Vocione’ with trombonist Tony Cattano, ‘What About Dust’ with guitarist Simone Massaron and ‘Lost Songs’ with pianist Simone Sassu. Her multidisciplinary partenerships include performances with musician/visual artist Manuel Attanasio, coreographer Alessandra Mura and writer Claudio Morandini. Composer Gianluigi Giannatempo conceived especially for her Lapses of Silence, a project for solo voice and jazz orchestra dedicated to the music of some of the most representative American composers of the 19th century. She has performed at many important festivals in Italy and abroad (Germany, Austria, Switzerland, USA) and recorded a lot as leader, co-leader and guest. She graduated in jazz music and, also, in American literature and currently teaches jazz singing at Conservatorio di Musica «Francesco Morlacchi», Perugia (Italy). She often holds workshops about improvisation and the interaction between voice and movement.

Stavo per scrivere: Marta Raviglia può cantare di tutto. Ed è vero, ma non basta. Perché Marta Raviglia non solo può cantare di tutto, ma vuole cantare tutto. Questo suo progetto – che non è frutto tanto di eclettismo programmato, quanto di un’estensione vertiginosa del desiderio – si è andato delineando in questi anni spingendola a moltiplicare il repertorio, ad aggirare con irriverenza divertita i paletti dei generi, ad accostare con elegante disinvoltura le epoche e gli stili. Marta, dotata di una voce eccellente, duttile e piena, si è scrollata di dosso i vincoli soffocanti della buona educazione musicale, accademica o jazzistica, ha fatto le boccacce ai cavilli del galateo concertistico, e ha potuto farlo grazie a studi di appassionato rigore – non si fa a pezzi se non dopo aver affinato l’arte di costruire. Ha praticato l’improvvisazione più ardita e vorace e ha giocato con il silenzio e l’attesa del suono. Sa urlare, sospirare, ridere, rantolare – e sa rendere ogni verso un elemento di squisita natura musicale. Sa intenerirsi e tornare bambina – e sa inferocirsi, con asprezza inaudita. Vuole cantare tutto, e ci sta riuscendo, indifferente agli obblighi, alle convenienze e alle convenzioni. Pandora ha appena aperto il vaso e non ha intenzione di richiuderlo, preparatevi.

Claudio Morandini, scrittore

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Cantante, compositrice, performer. La sua ricerca si muove a cavallo tra il jazz e la musica contemporanea, tra la forma canzone e l’improvvisazione più ardita. Ha collaborato come solista con l’Orchestra Jazz della Sardegna, la Big Band della Radio Nazionale Bulgara, il Coro del Friuli Venezia Giulia, la Corale Polifonica Santa Cecilia di Sassari, l’Orchestra del Conservatorio «Bruno Maderna» di Cesena, l’Orchestra del Conservatorio di Musica «Francesco Morlacchi» di Perugia, l’ensemble di percussionisti Odwalla, il collettivo Franco Ferguson, la Tower Jazz Composers Orchestra e con, tra gli altri, David Linx, Hamid Drake, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Roberto e Eduardo Taufic, Tino Tracanna, Ettore Fioravanti, Angelo ‘Lillo’ Quaratino, Giovanni Maier, Giorgio Pacorig, Piero Bittolo Bon, Alfonso Santimone, Francesco Cusa, Vincenzo Vasi, Mauro Campobasso, Mauro Manzoni, Cristina Biagini, Maurizio Brunod, Pierluigi Balducci. È stata diretta, tra gli altri da John Tchicai, Bruno Tommaso, Paolo Silvestri, Giovanni Agostino Frassetto, Paolo Paroni, Eugenio Colombo, Gabriele Verdinelli, Pino Iodice, Mario Raja. Collabora stabilmente col trombonista Tony Cattano (Vocione), col chitarrista Simone Massaron (What About Dust), col pianista Simone Sassu (Lost Songs) e tra le sue collaborazioni interdisciplinari si annoverano quelle con il musicista/artista visivo Manuel Attanasio, col Balletto del Mediterraneo guidato dalla coreografa Alessandra Mura e con lo scrittore Claudio Morandini. Il compositore Gianluigi Giannatempo ha concepito per lei Lapses of Silence, progetto per voce solista e orchestra jazz dedicato alla musica di alcuni dei più rappresentativi compositori americani del Novecento. Ha preso parte a importanti rassegne in Italia e all’estero (Germania, Austria, Svizzera, USA) e inciso diversi dischi in qualità di leader, co-leader ed ospite. Diplomata in musica jazz e laureata in lingue e letterature straniere, insegna canto jazz presso il Conservatorio di Musica «Francesco Morlacchi» di Perugia. Tiene regolarmente seminari sull’improvvisazione e sul rapporto tra voce e movimento.

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